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Conto corrente dedicato

La normativa vigente in Italia in materia di tracciabilità delle operazioni finanziarie, prevalentemente legati ai contratti di appalto di lavori pubblici, forniture e servizi in genere, prevede l’obbligo di rendere trasparenti i flussi di denaro legati ai contratti pubblici, per permettere il controllo dei flussi finanziari provenienti dalle amministrazioni pubbliche.

Attraverso i decreti legge numero 187/2010 (articoli 3 e 6) e numero 136/2010 (articolo 6) sono stati infatti introdotti strumenti atti a tracciare i flussi di denaro verso le amministrazioni pubbliche prevalentemente per ostacolare la criminalità organizzata e le infiltrazioni negli appalti, tramite azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose nell’economia legale.

Attraverso questi dispositivi viene reso obbligatorio l’utilizzo di conti correnti bancari o postali dedicati anche in via non esclusiva alle commesse pubbliche. Ogni movimentazione di denaro afferente appalti pubblici deve essere svolta solo tramite bonifici bancari e/o bonifici postali in grado di garantire la piena tracciabilità delle operazioni stesse. Ciascuna transazione finanziaria deve inoltre contenere il codice che identifica la gara d’appalto CIG (codice identificativo di gara generato dal sistema SIMOG della Autorità per Vigilanza sui Contratti Pubblici) e il codice unico assegnato al progetto CUP.

In buona sostanza, qualsiasi impresa o libero professionista per lavorare con le pubbliche amministrazioni deve:

  • Procedere alla richiesta del conto corrente dedicato attraverso la compilazione del modulo predisposto dalle autorità
  • Procedere alla dichiarazione del conto corrente dedicato verso la pubblica amministrazione appaltante. Attraverso la modulistica fornita dall’appaltatore stesso, il libero professionista o l’impresa - in relazione ad una specifica commessa pubblica - dichiara di poter assolvere agli obblighi sulla tracciabilità dei movimenti finanziari tramite:
    • l’attivazione di un conto corrente dedicato alla gestione dei flussi di denaro relativi all’appalto
    • l’esistenza di un conto corrente dedicato già attivo
  • Per ciascuna commessa, avere a disposizione il codice CIG. Il CIG è richiesto dal responsabile del procedimento (RUP) prima della procedura alla individuazione del contraente sul portale www.avcp.it, tramite la registrazione attraverso il Sistema Informativo di Monitoraggio delle Gare. Il SIMOG attribuisce alla commessa il Numero gara e a ciascun lotto, il codice CIG

Secondo l’articolo 3 della legge n. 136/2010, alla procedura sopra elencata devono attenersi tutti gli appaltatori e i subappaltatori di lavori, i liberi professionisti, i fornitori e i subcontraenti della filiera delle imprese coinvolti nei lavori o nelle forniture verso la pubblica amministrazione. Questo obbligo prescinde dall’importo della commessa o dalla procedura di gara.

Di fatto quindi la normativa è molto capillare e si estende alla maggior parte del rapporti con le pubbliche amministrazioni, tuttavia non è invasiva in quanto:

  • non prevede l'obbligo di accensione di nuovi conti correnti
  • consente l’utilizzo di conti correnti dedicati già esistenti
  • prevede che un conto corrente dedicato possa essere impiegato su più appalti pubblici
  • non richiede l’esclusiva. Su un conto corrente dedicato possono confluire anche i flussi legati a commesse private non vincolate alla tracciabilità