Conti Correnti
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Interessi conti correnti e tassi migliori

Attraverso il contratto di conto corrente la banca gestisce la cassa per il cliente, ovvero da un lato custodisce i risparmi, dall’altro lato offre dei servizi di gestione quali i versamenti, i prelievi e i pagamenti entro il saldo disponibile. Al conto corrente possono essere inoltre associate la carta di debito, la carta di credito, gli assegni, i bonifici, la domiciliazione delle bollette e la possibilità di ottenere un fido.

Mentre il servizio di custodia della cassa può essere remunerato al cliente attraverso un tasso di interesse, tutti i servizi associati hanno un costo che di fatto riduce il rendimento netto complessivo garantito dal conto corrente stesso. Infatti, visto che il conto corrente è caratterizzato da movimenti di denaro in entrata ed in uscita, gli accrediti incrementano la disponibilità liquida sul conto e generano un guadagno, legato al tasso di interesse applicato, al netto delle imposte e delle spese sostenute nelle movimentazioni.

Inoltre, attraverso il fido in conto corrente la Banca consente al cliente di addebitare sul proprio conto corrente una cifra oltre la disponibilità. Dopo aver utilizzato una o più volte la somma a fido, il cliente procede alla restituzione tramite successivi versamenti, ripristinando così la disponibilità del credito. Chiaramente, in questo caso la banca vuole essere remunerata attraverso un tasso di interesse sulle somme a fido utilizzate, differente da quello garantito sui depositi.

Ecco perché diversi sono i saggi o tassi di interesse associati al contratto di conto corrente. Più precisamente:

  • Le somme depositate vengono remunerate attraverso un saggio di interesse “attivo” definito nel contratto Tasso creditore annuo nominale. Il tasso creditore viene applicato con capitalizzazione periodica (da trimestrale ad annuale) e determina gli interessi maturati  annualmente sull’ammontare depositato sul conto:  l’importo risultante, poi accreditato sul conto stesso, è un guadagno. Attenzione, la maggior parte delle comunicazioni si riferisce sempre ad un valore lordo, a cui va sottratta l’aliquota fiscale sugli interessi maturati, attualmente pari al 20% e l’imposta di bollo, attualmente pari a 34,20 euro sui conti correnti bancari con giacenza media superiori a 5.000 euro (per giacenze inferiori a 5.000 euro, il Decreto Salva Italia del Governo Monti ha sancito l’abolizione dell’imposta di bollo)
  • Le somme utilizzate a fido rappresentano un costo per il correntista regolato da un saggio di interesse “passivo” definito nel contratto Tasso debitore annuo nominale sulle somme utilizzate. Tale tasso, riferito all’anno civile, è comprensivo degli effetti della capitalizzazione. Qualora l’utilizzo di denaro in uscita, sia superiore al limite massimo previsto dall’affidamento, il Tasso debitore annuo nominale viene incrementato, a favore della banca, di una quota stabilita contrattualmente

Di fatto, il rendimento del conto corrente dipende dal tasso d'interesse creditore applicato dalla banca, al netto delle ritenute di imposta previste dalla legge.

È tuttavia necessario tener conto di tutti i costi relativi all’utilizzo dei servizi di pagamento legati alle operazioni bancarie. Tra questi ricordiamo:

  • versamento, trasferimento o prelevamento di fondi a valere su un conto di pagamento
  • bonifici e altri ordini di pagamento
  • ricariche e disposizioni di pagamento, quali ad esempio le bollette
  • ordini di pagamento mediante carte di debito e di credito

Ciascuna operazione bancaria, necessaria nella quotidianità di una famiglia, ha un costo che di fatto va a ridurre il rendimento netto del conto corrente.