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Conti correnti 2012: l’Italia è la più cara d’Europa

07/03/2012

Nonostante il risparmio registrato nel 2011, il conto corrente italiano è il più costoso d’Europa. Secondo le stime dell’Abi, ogni italiano spende circa 145,20 euro all’anno, tra bolli, canone mensile di tenuta conto, commissioni e altre spese. Il costo complessivo cresce a 156,20 euro nel caso di operatività prevalente in filiale, mentre si riduce a circa 130 euro per chi utilizza le funzionalità web di homebanking.

Si tratta comunque di stime, data la prevalenza di costi variabili, legati al numero e al tipo di operazioni effettuate, che rende molto difficoltoso un confronto trasparente tra le varie offerte sul mercato. La Banca d'Italia, per rendere più trasparente l'offerta, ha introdotto nel 2009 anche per i conti correnti un Indicatore sintetico di costo, basato su 6 griglie di adeguatezza:

  • giovani
  • famiglie a bassa operatività
  • famiglie a media operatività
  • famiglie a elevata operatività
  • pensionati a bassa operatività
  • pensionati a operatività media

Data la generalità delle griglie, legate a ipotetici profili di operatività, il reale costo dei conti correnti resta  incomprensibile alla maggioranza degli italiani.

Vediamo di comprendere di più tramite una panoramica dei costi associati all’utilizzo del conto corrente, cercando di trarre suggerimenti per risparmiare.
Il costo delle operazioni alla cassa supera 6 euro nel caso di bonifico per cassa verso altra banca, mentre scende a circa 3 euro con addebito è in conto corrente. Le domiciliazioni delle utenze più classiche arrivano a 3,20 euro per ogni pagamento in filiale.

Altro discorso è il costo delle operazioni di prelievo in contanti tramite Bancomat. La media delle commissioni applicate fuori dal circuito della propria banca ammonta a 1,61 euro per operazione, con punte a 2,10 euro. In sostanza, per un prelievo bancomat di 50 euro, il consumatore può pagare una commissione di 2,10 euro (pari al 4,20%). Da notare che, grazie agli accordi intra-banca promossi dall’Antitrust, il costo per la banca ammonta a 0,56 euro.

Le offerte di conto corrente sono piene di promozioni a canone ridotto (nella media 30 euro all’anno) per le carte di credito revolving, tant’è che in Italia oggi circolano oltre 80 ml. di carte di pagamento a fronte di meno di 40 ml. di conti correnti. Più che carte di credito sono dei finanziamenti rateali con tassi di interesse estremamente elevati (ISC medio oltre il 15%), spesso prossimi alle soglie di usura. Con un occhio al bilancio familiare, evitare le carte revolving e, a necessità ricorrere ad un prestito personale o ad un fido in conto corrente.

Infine, in tema di commissioni e altre spese, l’inventiva delle banche non ha limiti. Si va dalla prassi diffusa di chiedere commissioni per il ritiro dei contanti dal conto corrente (in pratica il correntista paga per avere a disposizione il proprio denaro), fino alle commissioni per l’invio di documenti su carta intestata, ivi  incluse le comunicazioni obbligatorie sulla trasparenza.

Restano da fare due considerazioni:

  • non è ancora chiaro quanto costa un conto corrente dato che risulta difficile districarsi tra i diversi parametri finanziari presenti sul contratto: tasso annuo lordo, tasso netto, spread, TAEG, commissioni, ISC basati su ipotetici profili di operatività definiti dalla Banca d’Italia, ovvero una selva di numeri incomprensibili alla maggioranza della clientela
  • l’unico modo di ridurre il costo di gestione del conto corrente è utilizzare le funzionalità di internet banking per bonifici, domiciliazione delle bollette, pagamenti ed estratti conto.

Money360.it ha calcolato che il risparmio sui costi di gestione del conto corrente per chi usa il canale online è attorno al 18%.

Il servizio di comparazione dei conti correnti di Money360.it consente di scegliere il conto online più economico, tra tutti quelli presenti sul mercato, tramite un parametro semplice: il saldo netto che, partendo da un importo iniziale, dati gli interessi reali e i costi complessivi di tenuta conto, dice quanti soldi restano sul conto alla fine di un determinato periodo di tempo.